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Montepulciano -
Trebbiano -
Controguerra |
MONTEPULCIANO DOC
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Il Montepulciano d’Abruzzo è senz’altro il più rappresentativo
tra i vini abruzzesi. Numerosi documenti storici dimostrano che il vitigno Montepulciano è presente nella regione sin
dalla metà del ‘700 e che ha trovato in questa terra il posto d’elezione. Coltivato in passato nella Valle Peligna e nelle colline
interne della provincia di Pescara, a partire dagli anni ‘50 del secolo scorso la sua coltivazione
si è estesa a tutta la fascia collinare litoranea ed oggi costituisce il principale vitigno rosso della regione. Il Montepulciano
d’Abruzzo Doc viene ottenuto unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non deve
essere superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno; la superficie iscritta
all’albo si aggira sui 13.700 ettari. La resa massima di uva non deve superare i 140 q.li per ettaro mentre la gradazione
alcolica minima deve essere pari all’11,5% vol. Il Montepulciano d’Abruzzo è ottenuto quasi esclusivamente dalle uve del
vitigno omonimo, con l’eventuale piccola aggiunta (max 15%) di altre uve provenienti da vitigni a bacca rossa idonei alla
coltivazione nel territorio della regione Abruzzo. |
Da solo rappresenta oltre l’80% del totale dei vini a
denominazione prodotti In Abruzzo ed è tra i primi tre vini doc prodotti in Italia. Il Montepulciano è un vitigno vigoroso
e mediamente tardivo (la maturazione si colloca quasi sempre tra la prima e la seconda decade di Ottobre), adattabile a vari
sistemi di coltivazione, resistente e generoso; dà origine a vini dalle caratteristiche organolettiche decisamente interessanti,
di immediata piacevolezza se bevuto giovane (da sei-otto mesi sino a diciotto mesi dalla vendemmia, come avviene in molti dei
vini di fascia economica), mentre dimostra di essere complesso e di stoffa superiore se maturato a lungo, come avviene per
la maggior parte dei prodotti di fascia alta, in botti di rovere.
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SPECIFICHE |
I vini che si fregiano della menzione aggiuntiva
devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno 18 mesi, di cui almeno 9 in legno, che diventano minimo
30 mesi (di cui 9 in legno) per la versione Riserva. Tale menzione, finora appannaggio solo delle sottozone, arriva anche per
l’intera tipologia rosso della denominazione qualora venga effettuato un invecchiamento/affinamento non inferiore a
24 mesi, di cui almeno 9 in legno all’interno della zona di produzione. Riguardo ai dati analitici, il titolo alcolometrico
minimo per il Montepulciano d’Abruzzo immesso al consumo è fissato in 12% vol (rispetto agli 11,5% vol. previsti dal disciplinare
ancora in vigore). |
 CERASUOLO |
Identico valore è previsto anche per il Montepulciano d’Abruzzo Doc Cerasuolo. Infatti, all’interno del
disciplinare della Doc Montepulciano d’Abruzzo, sin dal suo riconoscimento nel lontano 1968, è contemplata la tipologia Cerasuolo,
ottenuta dalle stesse uve Montepulciano, ma con una diversa tecnica di vinificazione che avviene in bianco o con limitato periodo
di macerazione in presenza delle bucce. Si tratta di un metodo antico, da sempre diffuso nelle campagne abruzzesi, che nel corso
degli anni ha subito una costante evoluzione tecnica. |
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