
Questa strada prende il nome dal vino che vi si produce, ossia il vino DOC. Tale denominazione, istituita nel 1996,
riunisce alcune tipologie di vino prodotte nelle campagne dei comuni di Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli
e Colonnella. Pur nella unità di caratteristiche pedo-climatiche, nella valle del fiume Vibrata possiamo accennare alla
presenza di alcune microaree in cui la diversa composizione del terreno, più o meno ricco di calcare, influenza in
maniera significativa le caratteristiche organolettiche dei vini. Oltre ai vitigni Montepulciano e Trebbiano d'Abruzzo,
i cui vini continuano naturalmente a ricadere nella disciplina delle rispettive DOC, vi si coltivano prevalentemente
Cabernet Sauvignon a Chardonnay, poi Merlot, Verdicchio e l’eccellente vitigno autoctono Passerina. La forma di allevamento
più diffusa è quella a filare, anche se il tendone prevale negli impianti meno recenti. Nella provincia di Teramo l’estensione
delle singole proprietà terriere, più ampia rispetto a quella delle altre province, ha favorito la nascita di numerose cantine
private di dimensioni medio grandi, contrariamente alle aree con prevalenza della piccola proprietà diretto-coltivatrice che,
a cavallo degli anni 60/70, ha determinato la costituzione di oltre 40 cantine sociali.
II punto di partenza della strada del vino è Roseto degli Abruzzi. La cittadina costiera è dedita quasi esclusivamente al
turismo e non presenta caratteristiche storiche in quanto è un centro giovane. Tuttavia Roseto è una delle mete balneari
più frequentate della costa per via delle numerose manifestazioni che propone, di anno in anno, ai turisti che vi soggiornano.
Tuttavia la presenza di prestigiose aziende vitivinicole, Di Nicola, Scialletti e Contucci Ponno, consentono alla cittadina
di proporsi tra i centri principali per la produzione di eccellenti vini doc d'Abruzzo.
Proseguendo sulla SS16 in direzione nord si giunge a Giulianova, cittadina turistica che accoglie la cantina Di Giovanpietro
ed offre al viaggiatore l'opportunità di visitare una delle più belle chiese rinascimentali d'Abruzzo, il Duomo di San
Flaviano (costruito intorno al 1470) e la chiesa di San Maria a Mare che risale al sec. XIV.
Percorrendo la costa si giunge ad Alba Adriatica, una moderna località balneare, ricca di attrezzature alberghiere e
di intrattenimento. La sua ampia spiaggia si estende fino a Martinsicuro e che deve il suo nome al sovrintendente ai
lavori di edificazione dell’antico Torrione (1457) Martino de Segura. Da allora il Torrione costituisce l'unica
testimonianza di un florido passato iniziato addirittura in epoca pre-romana. La fondazione della cittadina risalirebbe
infatti all'antichissimo Castrum Truentinum, centro liburno fortificato alla foce del Tronto e collegato a Roma con la
via Consolare Salaria. Ma se Castrum Truentinum altro non era che la fortificazione eretta sulla costa a difesa di un
florido nucleo cittadino, il centro di questa vasta area urbanizzata dai Liburni va trovato ad appena 7 km all'interno.
Da questo punto in poi il viaggiatore abbandona la Strada Statale per internarsi nel cuore delle colline teramane.
Su un bel colle, ma con ampia zona collinare disegnata da vigneti ed uliveti, si trova Colonnella, città del vino nota
per l'omonima cantina e la prestigiosa cantina Lepore. Al centro storico si accede attraverso una caratteristica scalinata
simbolo della città, e da essa immediatamente si raggiunge la Torre dell'Orologio, edificata del XIV sec. ed attinente alla
ormai scomparsa Chiesa di S. Leopoldo. Da visitare la Chiesa parrocchiale di S. Giustina (XVII sec.), il Palazzo Marzii del
XVI sec. e lo stupendo Palazzo Pardi del XVIII sec., recentemente restaurato.
Lasciata Colonnella si prosegue verso ovest per Controguerra, apprezzando la splendida vista offerta dal percorso
fra Tronto e Vibrata. Situata a 267 m. s.l.m., questa Città del Vino, di cui ricordiamo le sue maggiori aziende
vitivinicole Montori e Monti, conobbe il suo massimo splendore in epoca medievale. Ne è testimonianza l’antico
Torrione eretto nel 1279 unitamente allo scomparso Palazzo Ducale. Fu luogo di residenza dei Manno, dei Serra e
degli Acquaviva di Atri, che dal 1393 al 1760 dominarono l’intera provincia. Una visita nella Chiesetta di S. Francesco
consentirà di ammirare una Statua Lignea di S. Antonio da Padova, mentre quella in alcune botteghe artigiane aprirà ai
segreti della lavorazione di originali coltelli realizzati a mano. Per chi invece vuole scoprire oggetti e strumenti delta
vita contadina prima dell’avvento dell'era tecnologica e della meccanizzazione, è d’obbligo una visita al Museo della
Civiltà Contadina, presso la frazione di S. Giuseppe Lavoratore (0861/856630).
Superata Controguerra chiare indicazioni portano verso sud in direzione Nereto, distante una decina di chilometri.
Sulla strada che porta a Nereto, è il caso di fare una sosta a Corropoli per visitare i ritrovamenti Archeologici,
le altre bellezze architettoniche e assaggiare i vini dell'azienda vitivinicola Marcocelli. Nel cuore del paese, là dove era
l’antico Castello Baronale, sorge Piazza Piedicorte, distinta da un’elegante suddivisione degli spazi a da una bella Fontana
centrale (1837). Sulla stessa piazza sorge il Campanile opera del maestro Antonio da Lodi e da sempre considerato fratello di
quelli, molto simili, di Atri, Campli e Teramo, con le tipiche facciate riquadrate da cornice e la capside a mattoni maiolicati.
La costruzione fa parte delta Parrocchia di S. Agnese, che nell’interno settecentesco conserva una pregevole Statua Lignea del
1200 raffigurante la Madonna col Bambino e soprannominata Madonna Majulana. A circa 1 km a nord dal centro di Corropoli è l’
Abbazia, risalente ad un tempo precedente all’anno mille, sorta come Cenobio Benedettino (Monasterium Sanctae Mariae ad
Majulanum) e poi trasformata nel seicento in Abbazia dei Celestini. Ma per chi va alla ricerca di particolari testimonianze
del passato, risulta interessante il villaggio di Ripoli: costituito da decine di capanne, tuttora visibili, scavate nel
terreno e limitate da un fossato, i cui resti risalenti a 5500 anni fa circa sono oggi conservati nel Museo Nazionale di
Antichità di Chieti, ed altri in quello di Ancona. II villaggio di Ripoli ha dato il nome ad una particolare cultura neolitica,
detta appunto di Ripoli, l’unica ad aver lasciato prove documentali del proprio sviluppo. A Corropoli, nei giorni 6 e 7
agosto, si svolge l’originale Palio delle Botti.
Percorsi circa 7 km dall'abitato di Nereto in direzione ovest si arriva a Torano Nuovo, cittadina che ospita
le importanti aziende vitivinicole Pepe, Cornacchia e Strappelli. Le origini di questa cittadina sono molto antiche,
tanto che lo stesso nome deriverebbe dalla divinità etrusca Turan. Durante la Guerra del gesso di Carlo VIII fu
totalmente rasa al suolo (1494) e poi ricostruita dai superstiti. L’antichissima Chiesa di S. Massimo a Varano (X-XI sec.)
in località omonima, risulta elencata dal 1066 tra i beni soggetti alla giurisdizione di Montecassino. Adiacente alla Villa
dei Baroni Cornacchia, la Chiesa di San Martino conserva affreschi del XV secolo e lo Stemma gentilizio della nobile famiglia
del 1577. Dal 12 al 17 agosto a Torano Nuovo è frequentatissima la Sagra del vino, della salsiccia a del formaggio pecorino,
con la Mostra provinciale dei vini doc.
Il nostro itinerario si conclude con la poco distante cittadina di S. Omero, che ospita l'azienda vitivinicola
Valori, ed in cui possiamo ammirare il suo Torrione medievale ed i resti di un castello dello stesso periodo.
Splendida la chiesa panoramica di San Maria a Vico, sorta sui resti di un tempio dedicato ad Ercole.