
“Forte e gentile”. Così per secoli hanno definito l’Abruzzo. Non c’è dubbio, per esempio,
che siano forti le immagini dell’Abruzzo offerte dai borghi medievali arroccati sui colli, dai castelli che controllano,
oggi come in un lontano passato, le vie di comunicazione più importanti. Certamente gentili, al confronto, sono i dolcissimi
profili dei colli, gli affreschi delle tante chiese medievali e le mille tentazioni della gastronomia. Notoriamente gentile,
da secoli, è l’accoglienza che gli abruzzesi riservano a chi arriva da lontano. Chiese romaniche e castelli, necropoli antiche
e musei, eremi e borghi fortificati. Tra le montagne e il mare, una ricca scelta di opere d’arte e monumenti attende il
visitatore che percorre l’Abruzzo. Accanto a monumenti e raccolte celebri, decine di meraviglie meno note, sparse in ogni
angolo della regione, emozionano il viaggiatore. Dai Monti della Laga, percorrendo la provinciale, in breve tempo si giunge
a Controguerra, nella cui parte alta si impone il torrione del Palazzo Ducale costruito nel 1370. Nella chiesa di San Francesco
ci sono interessanti opere d’arte. Splendido nella chiesa di S. Maria delle Grazie l’altorilievo policrono della Madonna
in terracotta del sec. XV. Da visitare, in una stradina parallela a quella della chiesa di S. Maria delle Grazie, la
Cappellina della Icona, con un affresco del ‘600.
Bella anche la chiesa di San Benedetto sulle cui pareti sono rappresentate, in ceramica, scene della vita
del Santo. Ci sono poi due pale d’altare del ‘700. Situato nella frazione di S. Giuseppe Lavoratore, merita una visita il Museo
della civiltà contadina.
Quanto mai caratteristica Corropoli con l’Acropoli che conserva la grande Badia di Santa Maria
ad Majulanum, costruita sui resti di un tempio pagano dedicato alla Dea Flora. Meritano una visita anche la Parrocchiale di S.
Agnese e la Fontana ottocentesca di piazza Piedicorte. Nei pressi di Corrosoli si trova il villaggio preistorico di Ripoli
costituito da capanne incavate nel terreno e risalente a 5000 anni fa.
Imboccando la SS259, dopo poco si arriva a Nereto,
centro industriale e commerciale; vi si trova una chiesa dedicata a S. Martino, costruita nel sec. XII, con colonne monolitiche
tardoromane. Sulla facciata spicca un bassorilievo raffigurante il santo. Bella anche la fontana vecchia, del 1881, recentemente
ristrutturata. Anche a Torano si trova una chiesa dedicata a San Martino. In questo paese, capitale dei vini vibratiani, si
producono il rosso Montepulciano, il bianco trebbiano, il rosato cerasuolo e spumanti secchi. Nei giorni di Ferragosto il vino
e i salumi tipici diventano protagonisti di una tradizionale sagra.
Centro della valle è Sant’Egidio alla Vibrata, nota nel mondo per le sue industrie nel campo della
pelletteria, dell’abbigliamento e della maglieria. La cittadina vibratiana conserva un’antica chiesa romanica con un portale
del ‘500. Caratteristico il centro storico. Da visitare anche la nuova chiesa che custodisce antiche opere d’arte. Di qui,
scendendo lungo la provinciale fino a Villa Lempa e proseguendo lungo la SS81, ci si ritrova a Civitella del Tronto, famosa
fortezza che troneggia sul mare e sui monti. La cittadina ricca di fascino e storia, si affaccia sulle valli del Vibrata e
offre vedute sul Gran Sasso e sui monti della Laga. La Fortezza, simbolo di Civitella, baluardo dei Borboni, si estende su
una collina di travertino. Questa cittadella fortificata, unica nel suo genere in tutto l’Abruzzo, si trova in una splendida
posizione panoramica dalla quale è possibile ammirare Campli. Nella cittadina sottostante, di impronta gotica e
tardorinascimentale, si trova la chiesa romanica di S. Francesco, con un ricco rosone. All’interno c’è uno splendido coro
ligneo del ‘400. Nei pressi del centro abitato è possibile ammirare la Porta ducentesca. Le centralissime via Mazzini e via
Roma sono costellate da signorili abitazioni medievali e rinascimentali che rendono quanto mai pittoresco il cuore del centro
abitato. Si consiglia, poi, una sosta refrigerante alla Fontana degli Amanti. Da vedere, inoltre, il Santuario di S. Maria dei
Lumi di origine romanica. Poco distante dal centro l’Eremo di S. Michele Arcangelo con grotte ricche di stalattiti e stalagmiti.
Proseguendo l’itinerario si arriva alla piana di Campovalano che ha ospitato nei secoli X e V a.C. una importante
necropoli dell’età del ferro. Alcune delle 600 sepolture scavate sono visibili mentre i corredi (che includono vasi,
spade e monili) si trovano al Museo Archeologico di Campli e sono di alto livello artistico tali da fare ritenere questa
zona abitata da una popolazione con un avanzato grado di civiltà.
Bellissimo a Campli il medievale Palazzo Parlamentare, poi Farnese, sede del Comune, con archi a tutto sesto che compongono
un bel portico e caratteristiche trifore. Di fronte, la Cattedrale di S. Maria in Platea, del 1300, che presenta una romanica
torre campanaria. All’interno, a tre navate, ricco di opere d’arte, c’è un altare rinascimentale e un soffitto in legno
dipinto. Da visitare la chiesa di S. Francesco, con dipinti cinquecenteschi, e la chiesa di S. Paolo, con la Scala Santa,
così denominata poiché dopo il 1776 si diffuse l’usanza di concedere l’indulgenza a coloro che la percorrevano in ginocchio.
Esempi di architettura civile cinquecentesca si trovano lungo il corso nella Casa del Farmacista con la sua bella loggia, nella
Casa del Medico dal bellissimo e raccolto cortile, singolare per i motti latini incisi sull’architrave delle finestre. Passando
per l’antichissima Campli si giunge a Teramo, il capoluogo di provincia.
Una volta giunti ci si offrono diverse possibilità di
scelta fra percorsi differenziati ma tutti ugualmente ricchi di attrattive. A pochi chilometri dal mare Adriatico e dalle
montagne del Gran Sasso d’Italia, Teramo è situata fra i fiumi Tordino e Vezzosa. Di qui il nome latino, dato alla città
durante il dominio romano, di Interamnia (città tra i due fiumi).
La città ha origini antichissime, essendo stata abitata fin dai tempi preistorici. Sotto i romani Teramo si trovò ad essere
al tempo stesso colonia e municipio. Sotto l’imperatore Augusto e poi sotto Adriano conobbe un lungo periodo aureo del quale
furono testimonianza i templi, le terme, il teatro, l’anfiteatro e tutta una serie di monumenti oggi sommersi dalla nuova città.
Dopo questa lunga era felice, la città romana fu distrutta nel 410 da Alarico e conobbe un periodo di decadenza.
Sotto i longobardi fu aggregata, come Contea, al Ducato di Spoleto. Venne poi il periodo normanno e, a metà del trecento,
il dominio Angioino. Tornò allora la prosperità, ma fra il 1300 e il 1400 la città di Teramo fu dilaniata dalle lotte fra
le fazioni dei Melatini e degli Antonelli, degli Spennati e dei Mazzaclocchi. Diverse famiglie si alternarono al potere.
Dal 1438 al 1443 Teramo fu tenuta da Francesco Sforza e poi da Alfonso d’Aragona. Nel 1815, dopo la rivolta contro il governo
di Murat, la città aprutina tornò al Regno di Napoli, per seguire poi la storia e la sorte del Meridione. Nel cuore della
città si erge la Cattedrale di San Bernardo, edificata nel 1158, fu ampliata nel ‘300 e nel ‘400. Il portale, opera di
Diodato Romano, risale al 1332; sulle colonnine esterne ci sono le statue dell’Annunziata e dell’Angelo, attribuite a
Nicola da Guardiagrele. Nel timpano, a tre navate divise da colonne e pilastri a tutto sesto, ci sono, fra l’altro, il
paliotto d’argento di Nicola da Guardiagrele. La luce giunge da lunghe monofore. A destra della Basilica à situato il
campanile, opera terminata da Antonio da Lodi (sec. XV). Il Teatro romano, poco distante dalla cattedrale, risale
probabilmente al 30 a.C. L’insieme delle gradinate riservate al pubblico, di un diametro di 78 metri, costruite in
travertino e poggiate su venti arcate, poteva ospitare circa tremila spettatori. Del palcoscenico à stato riportato
alla luce solo il tratto orientale. A ovest del teatro sorgeva l’Anfiteatro, del III-IV secolo, i cui resti si
possono vedere lungo la strada parallela al teatro. In via Antica Cattedrale ci sono i resti dell’antichissima
Sacta Maria Iteramnensis, oggi S. Anna, sorta in età bizantina su un tempio romano, ricostruita nel XII sec. e
poi bruciata dai Normanni. Restano della chiesa arcate romaniche in mattoni, il presbiterio ricco di testi romani.
Poco distante troviamo la chiesa di Sant’Antonio. Fu edificata nel 1227 e ampliata un secolo dopo. La facciata
presenta un portale romanico. L’interno, ad una navata, à stato rifatto in età barocca. L’abside esterna ha una
grande bifora originale. Vale la pena di visitare, inoltre, il bel Convento di San Giovanni con il chiostrino restaurato,
le strutture trecentesche del Palazzo Vescovile e la Loggia del Municipio. Fuori porta c’è la chiesa di Maria delle Grazie
risalente al 1153. All’interno ci sono numerosi dipinti firmati da noti artisti teramani. Sull’altare maggiore c’è la
bellissima statua lignea della vergine, risalente al sec. XV. Particolare il chiostro, che si trova sul lato sinistro
dell’edificio.
Così si presenta la Valle del Vibrata: chiese medievali al centro di solitari altopiani ed eremi nascosti negli anfratti
delle montagne, imponenti abbazie e poderosi castelli, strade lastricate e santuari. Tra tutte le epoche della millenaria
storia dell’Abruzzo, il Medioevo è quella che lascia sul territorio le tracce più evidenti e suggestive, capaci di imprimersi
per sempre negli occhi e nel cuore di chi le visita.