ARTE E ARCHEOLOGIA
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La bellezza dei luoghi, la fertilità e l'abbondanza dei corsi d'acqua che scendono dai vicini monti, hanno
favorito l'insediamento umano sin dai tempi più remoti. Numerosi sono i siti archeologici emersi in varie località, Tortoreto,
Corropoli ed altre, che hanno visto fiorire la Civiltà di Ripoli esplorata diffusamente dagli studiosi Concezio Rosa e Radmilli
e documentata nel vastissimo deposito del Museo Pigorini a Roma: un ricco patrimonio per il quale sarebbe augurabile il ritorno in
uno dei Musei abruzzesi. Gli antenati occupanti l'area teramana, i Pretutii, antica popolazione italica, ceppo della più vasta
famiglia dei Piceni, hanno dato il nome alla Regione Abruzzo, in passato denominata Ad Pretutium. Da Campovalano sono riemersi corredi
funebri che testimoniano l'elevato grado di civiltà di quelle Genti, l'abilità nella lavorazione dei metalli e l'esteso intreccio di
rapporti commerciali con le civiltà limitrofe ed il mondo etrusco e greco. Il Museo Archeologico di Campli raccoglie un'amplissima
collezione di reperti che consentono una vasta panoramica sull'elevato e sorprendente livello di sviluppo raggiunto dalle popolazioni
allora insediate sul nostro territorio. Anche il periodo della Civiltà Romana trova documentazione con le numerose ville disseminate
lungo la costa, a Tortoreto, l'anfiteatro di Teramo, colonne, statue e mosaici visibili presso il Museo Archeologico di Teramo. |
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Il trapasso dal mondo romano, con l'avvento di popolazioni a torto ancora definite barbare, al lungo periodo
di gestazione d'una nuova civiltà si riscontra oltre che nei numerosi termini dialettali, ancora in uso, specie longobardi, nei
vari centri abitativi che occupano i sommitali delle colline, insediatisi nel periodo dell'incastellamento. La poesia che promana
dai tanti suggestivi paesini, veri capolavori d'arte abitativa in ristretti spazi, nasce in quell'epoca di profonde rivoluzioni sociali.
Le case in terra, le pinciaie, disseminate nelle campagne, ancora mandano il loro messaggio sottile di essenzialità, di rigore, di
naturalezza: terra cruda e terra cotta formano l'amalgama abitativo più semplice e naturale ideato dall'uomo. A differenza della
ferrigna vicina Ascoli di travertino, i nostri centri medievali sono in mattone, e si colorano di calde tonalità quando il sole li
illumina, rendendo più suggestiva la voce del passato. La religiosità delle popolazioni ha disseminato il territorio di Chiese,
Edicole, Cappelle, Cenobi e Abbazie.
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Il Romanico, nella sua austera semplicità e suggestività mistica, si esalta a Santa Maria a
Vico, San Giovanni ad Insulam, Santa Maria a Ronzano, dai rigorosi affreschi bizantini, Santa Maria di Propezzano, l'Annunziata di
Giulianova, il Duomo di Teramo con lo stupendo portale in arte cosmatesca e le ampie arcate della navata e del presbiterio, il Duomo
di Atri, Monte Santo a Civitella, San Martino a Nereto. Stupendi sono i campanili eretti da maestranze lombarde a Teramo, Campli,
Corropoli ed Atri. Anche il patrimonio scultoreo e pittorico è ricco di emozioni. Basti pensare al Paliotto di
Nicola da Guardiagrele, alle Madonne lignee od in cotto di Silvestro da l'Aquila, che coronano numerosi e silenziosi
altari di varie chiese, senza trascurare le opere di Pagliaccetti e, ancor più recenti, di Crocetti. Il Duomo di Atri
offre una preziosa testimonianza di arte a fresco. Nell'ampia e luminosa abside Nicola de Litio ha raffigurato
con vivezza di colore e vivacità di gesti una meravigliosa vita di Cristo con didascalie in lingua cinquecentesca. A Tortoreto,
la Madonna della Misericordia, una cappella eretta nel 300 a seguito della scampata pestilenza del 48, le pareti sono completamente
coperte da affreschi dell'ascolano Bonfini da Patrignone. Bellissima la Natività.
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A Campli, nel Duomo, è godibile una tavola di Cola
dell'Amatrice, mentre nel duomo di Teramo si può ammirare il polittico di Jacobello del Fiore. Nella città capoluogo è visitabile una
interessantissima pinacoteca con un'ampia rassegna di pittori conterranei.
Castelli, piccolo centro montano, merita una citazione ed una visita a parte. La produzione ceramica castellana, gli albarelli,
i piatti di portata, le immagini votive, i corredi da tavola hanno fatto mostra di sé in passato presso la corte di Napoli, in
Vaticano, presso famiglie nobili quali gli Orsini e nelle più selettive. Meritevole di ricordo è la cappella di San Nicola,
con il soffitto coperto di mattonelle in cotto e definito la Cappella Sistina della ceramica. I nomi delle famiglie Grue e
Gentile sono giustamente famosi ed i loro artisti si sono elevati ai più alti livelli dell'arte pittorica della ceramica.
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Oggi li si possono rinvenire nei più celebrati musei del mondo, da Londra a Praga, dal Vaticano a Parigi.
Il piccolo museo di Castelli offre una interessante documentazione; testimonianze apprezzabili dell' arte castellana si
trovano presso il Museo di Atri, ricco di tele e lavori lignei.
A Civitella, la Fortezza borbonica, ultimo presidio dello regno delle Due Sicilie, offre un mirabile spaccato di storia
patria del territorio, in un contesto ambientale di rara bellezza.
Una fugace rassegna di un ben più ricco realtà d'arte offre così l'immagine di un patrimonio da conservare con amorosa
cura, ma ancor più da godere con piacere per arricchire la conoscenza e lo spirito.
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